Into the Rock: i grandi della musica ritratti da Claudio Luchetti
Ci sono delle attitudini che, alla fine, nella vita hanno bisogno di venire fuori in modo impellente, poiché urlano dal di dentro imponendosi con impeto, forza e convinzione. Per Claudio Luchetti, medico riminese, quest’attitudine si chiama pittura, che esercita da autodidatta coniugandola alla passione per la musica degli anni Sessanta e Settanta. I suoi ritratti di celebrità del rock, al di là dell’evidente impostazione naif, sono un gradevole e riuscito esempio di approccio all’accostamento cromatico in chiave fauves e rappresentano una sorta di Hall of Fame o, se si vuole, un tributo vibrante alle atmosfere memorabili di una festosa e sgargiante Woodstock.
Proprio per riaffermare che Rock e Arte non moriranno mai, Claudio Luchetti e i suoi ritratti sono stati scelti come “nuovi dissonanti” di questo mese.

Come nasce la tua passione per la pittura?
Non lo so come sia nata, so solo che le maestre a scuola si stupivano per la mia abilità a disegnare sui fogli a quadretti, i miei genitori e le mie sorelle sono negati per le arti figurative, non ho mai capito da chi ho preso anche se nel salotto di casa mia c'è un quadretto fatto a matita di un casolare di campagna che sembra abbia eseguito mio nonno quando era in collegio a Bologna....l'unica testimonianza di una qualche "vena artistica" nella mia famiglia che io sappia...davvero.
Sei un medico internista con la passione per l'arte figurativa. Nei tuoi quadri la musica: a tal proposito mi ha colpito un tuo lavoro che ritrae i FabFour.. Ritrai solo i tuoi musicisti preferiti?
Ma non necessariamente la musica è protagonista di quello che dipingo o disegno, diciamo che in questo periodo mi è venuta la voglia di coniugare le due passioni, la musica rock e la pittura. Perché non fare opere (ritratti presi da fotografie scaricate da internet o prese da libri) di musicisti che ho sempre tanto amato...in un certo senso glielo devo (anche se non se ne accorgono di sicuro e non pochi sono addirittura morti ) non c'è un motivo specifico, avevo voglia di fare sta cosa e magari di proporre questi lavori a locali romagnoli che fanno musica dal vivo...

A quale di questi tuoi lavori sei più affezionato?
Non saprei, forse a quello dei Beatles perché ci ho messo l'anima, mi piacciono troppo, li sento a pelle, ho pensato di ritrarli nel periodo intorno al 1967, quello psichedelico e floreale... all you need is love... quel tipo di cose.
Hai dei pittori di riferimento?
Ti sembrerà strano ma la mia cultura in fatto di pittura ed arte in generale è piuttosto scarsa, vado alle mostre di malavoglia e sono il classico italiano ingiustificatamente ignorante nei confronti del nostro enorme patrimonio d'arte. Mi piacciono gl'impressionisti francesi, mi piace Bacon, mi piace Chagall, Rivera... Ero un divoratore di cartoon da ragazzino, il mio sogno era quello di fare l'animatore, tutti mi sfottevano perché lo ritenevano stravagante, mi sono sempre sentito molto "isolato" nei miei gusti, tutti sognavano di diventare calciatori o piloti... mai fregato niente...
Quindi oggi ti prendi una sorta di rivincita personale. C'è la biografia di qualche artista che da sempre ti affascina? Volendo immaginare: a quale artista avresti voluto somigliare?
L'unica cosa che invidio a tanti artisti è stato il coraggio di essersi saputi godere la vita senza inutili freni, io ho avuto paura della vita "bohemienne" ed ho preferito frequentare l'università perché ritenevo che comunque una laurea mi avrebbe dato più sicurezza economica. Forse ho fatto un enorme sbaglio, ma ormai...
Qual è il colore che più ti rappresenta?
Tutti.

Te la cavi bene con plettri e colori... istintivamente mi assoceresti un brano musicale ad un colore?
Oddio.....She's leaving home al colore della nebbia... grigio? Credo uno dei più belli in assoluto di Sgt.Pepper's, c'è anche dell'ironia sotto sotto, ma allo stesso tempo c'è tutta l'angoscia e la costernazione di una coppia di genitori che vedono la figlia andarsene via di casa con un uomo... erano i favolosi sixties, in tutti i sensi.
Non è mai una coincidenza. Spesso quando si possiede sensibilità musicale si ha anche spiccata propensione per l’espressione figurativa...
Ritengo che la musica e le arti figurative siano incredibilmente correlate fra loro. Facci caso molti grandi cantanti e musicisti sono spesso anche buoni o ottimi grafici: Cat Stevens, Joni Mitchell, Franco Battiato, John Lennon, David Bowie. Ci sono infatti degli album tipo appunto Sgt. Pepper's, Tommy degli Who, certe cose dei Genesis che sembra quasi che tu possa "guardare" oltre che ascoltare, tanto è l'impatto visionario e narrativo che riescono ad emanare in qualche modo. Il ragazzino sordo, cieco e muto di Tommy in completa vulnerabile balia di un mondo di malvagi totali e che implora See me, feel me, touch me... implora aiuto, si aggrappa a qualcosa senza sapere se sarà salvifica o mortale...questo è genio totale e l'autore Pete Townshend aveva ventun'anni... dove li trovi ventenni del genere oggi?
Maria Peritore © Riproduzione riservata
Sito internet: Claudio Luchetti







